Pulp libri n.85, 01/05/2010, pag. 31
Divertimento assicurato ma....
Claudio Asciuti
E.R.Burroughs (1875-1950) è universalmente conosciuto come romanziere d’avventura per il suo inossidabile Tarzan, ma questa più che meritata fama finisce col nasconderne la grandezza di scrittore di fantascienza: basti pensare al ciclo di Marte, o a quello di Pellucidar….Questo romanzo breve (risalente al 1929) e forse debitore a L’isola del dottor Moreau di H.G.Wells) appartiene appunto alla fantascienza un po’ ottocentesca dello “scienziato pazzo” e si avvale di ambientazioni degne di un romanzo d’avventura. Il professor Maxon ha il sogno di costruire la vita in laboratorio, ma l’incubo che l’ossessiona è l’uomo perfetto da dare in sposa alla giovane figlia, l’incantevole Virginia. Così, allontanatosi con lei dagli States e rifugiatosi in un isolotto nei pressi della costa cinese, coadiuvato dal cuoco cinese Sing ( che pare una macchietta ma è il vero deus ex machina del romanzo) e dal misterioso quanto criminale Van Horn, riprende i suoi esperimenti , che portano alla costruzione di dodici semi-umani, mezzi animali, appunto gli “uomini mostro” del titolo. Il Numero Tredici, infine, è l’uomo perfetto, il superuomo desiderato; il professore e Van Horn iniziano ad educarlo e ad istruirlo, ma questi ha altri piani: le ricchezze del padre e la bellezza della figlia. Ben presto la situazione precipita e così la narrazione si trasferisce dal piano fantascientifico a quello avventuroso: rapimenti, tentati omicidi, insurrezioni degli “uomini- mostro”, attacchi dei pirati malesi, con un degno scioglimento finale. Divertimento assicurato pur nella improbabilità degli eventi: ma dietro c’è tutta la “metà oscura” di Burroughs alle prese con l’eugenetica, il “razzismo” e la definizione di ciò che è umano e ciò che non lo è. Manna per gli amanti del politicamente scorretto, che in lui vedono sempre un ottimo (cattivo) maestro…..

Pulp libri n.85, 01/05/2010

www.sololibri.net, 08/03/2010

