L'Indice, 01/07/2010, pag. 39
Divertente
Davide Mana
Scelta insolita. Quella di Donzelli, per riportare sugli scaffali Rdgar Rice Burroughs (1875-1950), creatore di Tarzan e di John Carter, dominatore assoluto della narrativa avventurosa della prima metà del Novecento e da tempo assente dalle nostre librerie. Originariamente pubblicata con il titolo di “A man without a soul”, la novella The Monster Men rappresenta uno dei tentativi più riusciti , da parte di Burroughs , di colonizzare il nascente mercato della science fiction . Mescolando senza troppe inibizioni parti uguali di Frankenstein (Mary Shelley, 1818) , di L’Isola del Dottor Moreau ( Herbert Gorge Wells, 1896) e dell’avventura esotica per cui era giustamente famoso, Burroughs ottiene una storia oggi irrimediabilmente datata, ma che per l’epoca dimostra notevoli intuizioni. La storia è bizzarra: il professor Maxon , atipico scienziato folle, si ritira su un’isola del Mar della Cina per proseguire senza complicazioni legali i propri esperimenti sulla creazione artificiale della vita; e il suo fine ultimo è creare dalla materia inerte un uomo che possa sposare sua figliaVirginia ( ragazza peraltro piacente , e per la quale gli spasimanti naturali non sembrano mancare). I risultati saranno ovviamente molto diversi da quelli attesi. Burroughs riprenderà il tema nel successivo The Sinthetic Men of Mars (1940). In ogni caso con questa storia minore riesce a garantire una serata di sano intrattenimento nostalgico, e crea dal nulla il cliché del mostro deforme che fugge con la bella sotto braccio, puntualmente ripreso dalla copertina del ’29, riprodotta per la presente edizione. Divertente.

L'Indice, 01/07/2010

Pulp libri n.85, 01/05/2010

www.sololibri.net, 08/03/2010

