http://scienze.zanichelli.it, 12/02/2010, pag.
Un dibattito acceso, sulla luce
Giulia Bianconi
Correva l’anno 1665, in Inghilterra imperversava la peste, ma il giovane Isaac Newton si trovava immerso nel fiore dell’età creativa. Newton era un giovane di umili origini che approdava all’Università di Cambridge, e nel giro di cinque anni avrebbe conquistato un posto come membro della Royal Society, l’accademia delle scienze per eccellenza. Isaac Newton non è stato solo lo scienziato che ha formulato la legge della gravitazione universale, ma anche l’innovatore che tra i primi parlò della vera origine dei colori.
Proprio a questo argomento è dedicato il saggio "Lo spettro di Newton", di Franco Giudice, docente di storia della scienza all’Università di Bergamo, che ripercorre insieme al lettore le tappe attraverso le quali Newton è stato in grado di formulare le sue teorie sull’ottica. Mettendo da parte i concetti della luce di tipo aristotelico, secondo cui i colori erano dati da una mescolanza di bianco e nero, nel giro di qualche anno Newton si era impadronito delle teorie di Cartesio e di Boyle, andando però oltre.
Attraverso molti esperimenti, spiegati nel dettaglio nel libro in modo da poter essere riprodotti, Newton arriva a capire che la luce non è semplice e omogenea, bensì una mescolanza eterogenea di raggi diversamente rifrangibili, a ognuno dei quali corrisponde un colore diverso. La Royal Society si interessa a lui inizialmente come costruttore del primo telescopio a riflessione. Per Newton era scontato che anche la teoria che c’era alla base di quell’invenzione sarebbe stata accettata con lo stesso entusiasmo. Eppure non fu così, dopo la prima pubblicazione delle sue scoperte, nel 1672, le opposizioni erano così forti da dover impiegare i successivi nove anni a ribattere alle critiche. Oltre a confutare le teorie scientifiche in voga al tempo, la sua scoperta aveva ripercussioni anche di tipo teologico: "la luce era sempre stata associata all’idea di purezza, da cui discendeva l’identificazione della luminosità del Sole con l’immagine di Dio", scrive Giudice. A causa dell’aspro dibattito che Newton aveva scatenato, il testo che riassumeva le sue scoperte, l’Ottica, verrà stampato solo dopo trent’anni.

http://scienze.zanichelli.it, 12/02/2010

