Il Giornale di Brescia, 07/03/2010, pag.
Ecco cane e gatto nemici....di cuore agli occhi di Colette
Maria Pia Forte

Sono condannati per definizione ad essere nemici, ma il destino li ha costretti a vivere insieme e dunque hanno instaurato una sorta di amicizia in arme: si osservano, non si capiscono, quasi sempre si disapprovano reciprocamente, ma in fondo si vogliono bene. Lei è sorniona e filosofa, pigra ed egoista, altera e gelosa, avara di manifestazioni affettive; lui è ingenuo e tutto istinto, agitato e generoso, spesso eccessivo nella sua espansività. Lei è Kiki, elegante gatta soriana, lui è Toby, nero bulldog francese. Il cane adora Lei, l'imprevedibile padrona - «Per me è la cosa più bella, più cara e più incomprensibile che esista al mondo», - la gatta venera Lui, il fin troppo prevedibile padrone che passa la giornata a riempire di segni i fogli che ingombrano il suo scrittorio: «È a Lui che ho donato il mio cuore ritroso, il mio prezioso cuore di gatto». Così, in sette momenti della loro esistenza, dialogano Kiki-la-Doucette e Toby-chien - gli appellativi con cui Sidonie Gabrielle Colette chiamava i due animali che la confortarono negli ultimi anni del suo ormai logorato matrimonio col più anziano scrittore Henri Gauthier-Villars, detto Willy, - nella deliziosa pièce teatrale, inedita in Italia nella sua integrità, «Cane e gatto. Croce e delizia di una vita in comune». Fu il primo libro che la trentunenne Colette pubblicò col proprio nome anziché con quello del marito, appropriatosi della serie di romanzi con protagonista Claudine da lei scritti e del loro successo. Questo testo uscito nel 1904 col titolo «Dialogues de bêtes» ebbe l'onore di una prefazione del poeta Francis Jammes, che definì la scrittrice «lo scoiattolo in gabbia».m. p. f.

Il volume
Le recensioni