Irene Kajon
Il pensiero ebraico del novecento
Una introduzione
2002, pp. VIII-228, € 18,00
Aggiungi al carrello
(Potrai sempre toglierlo in seguito)
| Irene Kajon | |
| Il pensiero ebraico del novecento | |
| Una introduzione | |
| collana | Saggi. Scienza e filosofia |
| anno | 2002 |
| formato | pp. VIII-228 |
| prezzo | € 18,00 |
| ISBN | 9788879897365 |
Il pensiero ebraico del Novecento difende un umanesimo diverso da quello affermato nella storia della filosofia da Parmenide a Heidegger attraverso una metafisica culminante nella teologia razionale: esso non identifica l'umanità dell'uomo né nella ragione rivolta alla conoscenza dell'essere, né – in modo antitetico, o speculare – nella fede o senso del divino, ma nel libero accoglimento della legge morale proveniente da un Dio non incarnabile. Nella dimensione etica, pensata prima di quella del radicamento dell'uomo nel mondo, e inseparabile dalla sfera della politica, si rivela l'umano.
Il pensiero che mette in luce la testimonianza di questa dimensione da parte dell'uomo nel tempo, trova dunque nelle fonti ebraiche – dalla Bibbia al Talmud, ai commenti alla Bibbia, alla liturgia, ai pensatori e poeti ebrei medievali – i propri mezzi espressivi; ma anche l'analisi di queste fonti, se ampliata a meditazione filosofica, può condurre a scoprire l'eticità originaria nella vita umana, anteriore a ogni egoismo. Il libro introduce a Hermann Cohen, Franz Rosenzweig, Martin Buber, Leo Strauss, Emmanuel Lévinas – autori che sperimentarono nella loro esistenza i funesti effetti di un umanesimo nutrito soltanto da fonti pagane e da fonti cristiane spesso distruttive nei confronti della radice ebraica – a partire da questa loro idea dell'uomo.
Presentazione del libro di Franco Lo Piparo "I due carceri di Gramsci"
Presentazione del volume di Julia Kristeva e Jean Vanier "Il loro sguardo buca le nostre ombre"

