Franz Kafka
Cinque storie di animali
2000, pp. XXIV-143, € 12,91
Fuori catalogo
(Potrai sempre toglierlo in seguito)
Vale ancora la pena di leggere e tradurre Kafka? C'è ancora una dimensione nascosta da scoprire in uno scrittore che è diventato un classico del Novecento?
A tale provocazione rispondono queste Cinque storie di animali: gli unici racconti nell'opera kafkiana nei quali gli animali hanno sentimenti e pensieri, si esprimono o si comportano come esseri umani proprio in quanto animali.
Si tratta di storie anche immediatamente connesse, in un modo o in un altro, all'ebraismo. Esse sollevano dunque numerose domande. Perché l'ebraismo si collega, nell'immaginazione kafkiana, con molteplici forme della vita animale? Quale relazione pone Kafka tra le situazioni ebraiche e quella condizione umana cui egli guarda come scrittore che aspira a rivolgersi a tutti? Come bisogna leggere questi inquietanti racconti? Quali sono i sensi cui essi rinviano?
Questo rifiuto dell'univoco si può riconoscere anche nella scrittura. Kafka ha uno stile piano e insieme tortuoso, con parole semplici, asciutte, ripetute; pieno di incidentali, ritorni, sospensioni. Chiama il lettore al lavoro dell'esegeta. Lo chiama a chiedersi il perché di certe formulazioni reiterate, di certe frasi lunghissime e avvolgenti, labirintiche come i corridoi e le soffitte dei suoi romanzi.
Presentazione del libro di Franco Lo Piparo "I due carceri di Gramsci"
Presentazione del volume di Julia Kristeva e Jean Vanier "Il loro sguardo buca le nostre ombre"

