Jill Jonnes
Storia della Tour Eiffel
2011, pp. VI-348, rilegato, con foto in b/n nel testo, € 26,00
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| Jill Jonnes | |
| Storia della Tour Eiffel | |
| Traduzione di Cristina Spinoglio | |
| collana | Saggi. Storia e scienze sociali |
| anno | 2011 |
| formato | pp. VI-348, rilegato, con foto in b/n nel testo |
| prezzo | € 26,00 |
| ISBN | 9788860365606 |
Simbolo di Parigi per antonomasia, più famosa persino del Louvre o di Notre-Dame, la Tour Eiffel ha alle spalle una storia a dir poco controversa. La fin de siècle era alle porte e la Francia era fermamente determinata a fare dell’Esposizione universale del 1889 l’occasione per una grande celebrazione della Repubblica e del centenario della Rivoluzione. Occorreva un monumento senza precedenti, ed ecco che si decise di commissionare all’ingegnere Gustave Eiffel, da tempo impegnato nella costruzione di ponti e reti ferroviarie, la realizzazione di una torre in ferro alta trecento metri. Attraverso le fonti più diverse – giornali, interviste, carteggi – la storica Jill Jonnes ripercorre non solo le fasi della progettazione e della costruzione della torre, ma anche l’intero contesto parigino dell’Esposizione. Nel corso di quell’anno la capitale agì da potente richiamo per le più celebri e disparate personalità provenienti da tutto il mondo, suscitando entusiasmi e polemiche: se il gotha della capitale francese – tra cui scrittori del calibro di Guy de Maupassant e Alexandre Dumas figlio – accolse con orrore quella «torre vertiginosamente ridicola che sovrasta Parigi come l’oscura e gigantesca ciminiera di una fabbrica che tutto schiaccia sotto la sua barbara mole», ci fu chi, come Van Gogh e Gauguin, accorse in città in cerca di un successo che l’Esposizione poi non gli avrebbe dato. Ochi, come Edison, attraversò l’Atlantico per mostrare e vendere il suo fonografo, riuscendo a diventare l’attrazione principale. E poi Buffalo Bill e il suo bizzarro seguito di bufali, indiani e cowboy, giunti dall’America e capaci di sconvolgere i parigini con il loro Wild West. Queste pagine documentano con dovizia di dettagli e curiosità, grazie anche a un ricco apparato di immagini e a una sapiente costruzione narrativa, una vicenda che si situa nel cuore stesso della modernità, colta nel momento del suo trionfo.
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