Raccolte da Ignácz KÚNOS e illustrate da Willy POGÁNY
Quarantaquattro Fiabe Turche
2009, pp. XVIII-364, rilegato, € 42,00
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| Raccolte da Ignácz KÚNOS e illustrate da Willy POGÁNY | |
| Quarantaquattro Fiabe Turche | |
| Traduzione italiana di Fulvia De Luca e Giorgio Salvi | |
| collana | Fiabe e storie |
| anno | 2009 |
| formato | pp. XVIII-364, rilegato |
| prezzo | € 42,00 |
| ISBN | 9788860363770 |
«Ho voluto offrire, in quest’antologia, una rosa di storie che con le mie stesse mani ho raccolto nel variopinto giardino del folklore turco. Non mi sono servito di libri, dal momento che la Turchia non è terra di lettere, e non esiste nessun libro del genere; ma, quale attento ascoltatore dei cantastorie, mi sono messo a trascriverli. Sono le storie che si possono udire ogni giorno, nei pressi di Stamboul, nelle casette sgangherate che formano questo quartiere di Costantinopoli essenzialmente turco, e che le donne del luogo, intorno al focolare, raccontano ai bambini o alle amiche. Le fiabe turche sono come il cristallo, che riverbera i raggi del sole in una miriade di fulgidi colori; limpide come il cielo sereno; trasparenti come la rugiada su un bocciolo di rosa. In breve, le fiabe turche non sono Le Mille e una notte. Sono, piuttosto, I Mille e un giorno». Con queste parole l’erudito e folklorista ungherese Ignácz Kúnos dava alle stampe le fiabe raccolte nel corso dei suoi viaggi attraverso l’Anatolia. Sulla scia della grande riscoperta della tradizione orale, che da oltre un secolo imperversava da un capo all’altro dell’Europa, Kúnos decise di consegnare alla scrittura, e quindi alla posterità, il patrimonio favolistico popolare di una cruciale terra di confine tra Oriente e Occidente. E affinché la circolazione di queste fiabe fosse la più ampia possibile, scelse di trascriverle e pubblicarle in lingua inglese. Da allora, mai queste storie hanno raggiunto il pubblico italiano. Padiscià, sultane, visir, animali parlanti, draghi, mostri a tre teste, e poi ancora spiritelli buoni e dev crudeli: sono questi i mirabolanti protagonisti delle fiabe di Kúnos. Ogni dettaglio – turbanti, fez, narghilè, babbucce, esseri immaginari e grotteschi – ne svela l’origine orientale; ma le gesta eroiche di principi valorosi, quelle picaresche dello sciocco del villaggio, i giganti, i cavalli alati, i tornei e le giostre, tutto questo richiama a ogni pagina il folklore dei popoli europei. Una raccolta dalla ricchezza immaginifica senza pari, dunque, cui si addice la preziosa e rara veste grafica originaria concepita da Pogány e qui fedelmente riprodotta: il formato in quarto, la bicromia degli elementi illustrativi, i dettagli floreali o calligrafici producono sulla pagina il miracolo di un equilibrio tra testi e immagini di rara efficacia.

