Guido CRAINZ, Raoul PUPO, Silvia SALVATICI (a cura di)
Naufraghi della pace
Il 1945, i profughi e le memorie divise d'Europa
2008, pp. XII-264, rilegato, € 28,00
Aggiungi al carrello
(Potrai sempre toglierlo in seguito)
| Guido CRAINZ, Raoul PUPO, Silvia SALVATICI (a cura di) | |
| Naufraghi della pace | |
| Il 1945, i profughi e le memorie divise d'Europa | |
| Saggi di: Federico Argentieri, Davide Artico, Eva Banchelli, Giulia Caccamo, Francesca Cavarocchi, Guido Crainz, Costantino Di Sante, Antonio Ferrara, Paolo Morawski, Mila Orlić, Raoul Pupo, Jessica Reinisch, Silvia Salvatici, Marta Verginella | |
| collana | Saggi. Storia e scienze sociali |
| anno | 2008 |
| formato | pp. XII-264, rilegato |
| prezzo | € 28,00 |
| ISBN | 9788860362711 |
«Naufraghi nella tempesta della pace»: un documentario della «Settimana Incom» del 1947 evocava così la tragedia dei profughi dell’Istria. Si aggiungevano a milioni e milioni di altri «naufraghi», frutto degli sconvolgimenti della guerra e del dopoguerra: milioni di persone sradicate dalla propria terra dalle deportazioni operate dalla Germania nazista e dalla Russia staliniana, ex prigionieri, donne e uomini in disperata fuga dall’inferno della Shoah o dalle zone martoriate dagli spostamenti del fronte. E a questa marea di profughi se ne somma un’altra, alimentata da milioni di persone espulse a forza dai paesi dell’Europa centro-orientale. Il dramma delle popolazioni tedesche ha qui un rilievo centrale: già con la fuga disperata davanti all’Armata rossa nell’ultima fase della guerra, e poi con le espulsioni dell’immediato dopoguerra dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia, dall’Ungheria, dalla Romania, dalla Jugoslavia, ove il loro dramma si aggiunge a quello degli italiani dell’Istria. Si pensi ai polacchi e agli ucraini vittime di feroci espulsioni reciproche da territori in cui avevano convissuto per secoli, e ad altre sofferenze ancora: si inizieranno allora a intravvedere i contorni di una fra le pagine più rimosse della storia europea. I saggi a più mani che compongono il volume sono volti a illuminare alcuni squarci di questa vicenda, in cui drammi personali e collettivi si intrecciano: le sue origini lontane e al tempo stesso il suo collocarsi nel difficile dopoguerra di un’Europa profondamente piagata e già avviata verso le nuove divisioni e lacerazioni della guerra fredda. Essi evocano, infine, le profondissime ferite di memoria che quel trauma ci ha lasciato, nella convinzione che elaborare collettivamente il lutto di un tragico passato è un momento necessario nella costruzione di un futuro comune.
"Viaggio nella città sfibrata e capovolta che ha voglia di futuro" in occasione della presentazione di "Capitale senza capitale"


