Testi e disegni di Ingri e Edgar D'AULAIRE
Miti del nord
2007, pp. XV-162, con disegni a colori nel testo, rilegato, € 26,00
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| Testi e disegni di Ingri e Edgar D'AULAIRE | |
| Miti del nord | |
| Traduzione di Luca Guerneri | |
| collana | Fiabe e storie |
| anno | 2007 |
| formato | pp. XV-162, con disegni a colori nel testo, rilegato |
| prezzo | € 26,00 |
| ISBN | 9788860361745 |
In principio c’era Odino, il re degli dei, degli uomini e delle guerre, che conduceva alla testa delle Valchirie, le sue feroci guerriere. Accanto a lui, c’era il barbuto Thor, dio del tuono, che agitava il suo magico martello contro i giganti, gli eterni rivali. E poi c’era Freya, la dea dell’amore, alla perenne ricerca del marito, per cielo e per terra, su di un carro trainato da gatti bigi; e soprattutto c’era Loki, il fratello di sangue di Odino, che col suo spirito cialtrone faceva morire dal ridere gli altri dei. Loki il mascalzone, «il Dio del Niente in Particolare, ha rappresentato il dio della mia mente di bambino, con i suoi impulsi contrapposti di vandalismo e visione, immaginare cose e sfasciarle. E mentre faceva e disfaceva complotti, generava e cancellava mostri, contribuiva a ritardare e accelerare il termine delle cose, restava il dio della natura infinitamente complicata dello svolgere trame, del raccontare stesso», come dice Michael Chabon nella sua prefazione.
Ecco perché è Loki il più emblematico degli dei scandinavi, la cui storia, a differenza di quella delle divinità dell’Olimpo, ha un principio e una fine, poiché gli dei del Nord sono mortali. Sono pieni di difetti – né più né meno di quelli greci – che però alla fine li porteranno alla rovina travolgendo i nove mondi creati da Odino col teschio, i polmoni, il cuore, le ossa, i denti e il sangue del nonno. Nella battaglia finale di Ragnarokk, i giganti e gli dei si fronteggeranno fino all’estinzione di entrambi, e Yggdrasil, l’albero di frassino che regge i loro nove mondi, si spezzerà, cadendo irrimediabilmente al suolo.
Ingri e Edgar d’Aulaire catturano tutto ciò in una prosa immediata, magica e realistica al tempo stesso, che non si sofferma mai a scuotere la testa o a spalancare la bocca di fronte alle meraviglie e ai disastri che nelle loro raffigurazioni si fanno remoti e al contempo vividi. «Ciò che rende questo libro un prodigio della narrativa figurata è il modo in cui il racconto e le illustrazioni si completano a vicenda, tessendo la rispettiva trama», dice Chabon, che come ogni bambino americano ha divorato questo libro appena passati gli otto anni. Un classico della letteratura per l’infanzia, ma soprattutto un’opera d’arte del genio creativo di due talenti che hanno dedicato l’intera vita alla tecnica dell’illustrazione divenendone maestri di fama mondiale.
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