Amedeo Quondam
Cavallo e cavaliere
L'armatura come seconda pelle del gentiluomo moderno
2003, pp. IX-243, con 40 pp. di illustrazioni in b/n e a colori fuori testo, rilegato, € 27,00
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| Amedeo Quondam | |
| Cavallo e cavaliere | |
| L'armatura come seconda pelle del gentiluomo moderno | |
| collana | Saggi. Storia e scienze sociali |
| anno | 2003 |
| formato | pp. IX-243, con 40 pp. di illustrazioni in b/n e a colori fuori testo, rilegato |
| prezzo | € 27,00 |
| ISBN | 9788879898263 |
Nella piena metà del Cinquecento un sovrano intento a celebrare i suoi fasti, il re di Svezia Erik xiv, commissiona all’orefice di Anversa Eliseus Libaerts un’armatura da parata destinata a rimanere tra le più belle mai realizzate: un finissimo cesello ricopre la barda del cavallo con tredici medaglioni che narrano storie di Ercole (equivalente topico del buon principe), e la corazza del cavaliere con otto medaglioni di storie di Troia e altro materiale eroico.
Con l’aiuto di un ricco corredo di immagini, Amedeo Quondam ripercorre in questo densissimo libro la storia e l’iconografia di quell’armatura, uno dei «pezzi» più importanti del Rinascimento europeo.
Né si tratta di un fenomeno isolato; l’arte dell’armatura ha conosciuto già da qualche anno i propri splendori in una ricca tradizione radicatasi a Milano nei decenni immediatamente precedenti.
Quelle armature, beninteso, non sono «ordinarie», non sono strumenti per andare alla guerra; svolgono una funzione straordinaria, connessa ad usi cerimoniali: in parate, tornei, giostre, entrate trionfali eccetera.
È una tipologia destinata a durare meno di un secolo, stretta tra la rivoluzione militare (il primato della fanteria e l’irrompere delle armi da fuoco), che trasforma l’arte della guerra e rende il cavaliere catafratto del tutto obsoleto, e le nuove forme cerimoniali dell’aristocrazia e del potere di Antico regime. In questo breve spazio si consuma però un’esperienza eccezionale: l’armatura cambia funzione e senso. Diventa la «seconda pelle» del cavaliere, che ne comunica ed esibisce la nuova seconda natura: su questo supporto si addensano segni grafici, immagini, decorazioni, che ne annettono la pertinenza al campo dell’estetica rinascimentale e classicistica. Beni di lusso con alto valore aggiunto estetico e culturale. Oggetti della nuova dignità e del nuovo decoro. Dietro di essi si celano, o piuttosto si manifestano appieno, i tratti, gli stili, i simboli e i miti del moderno gentiluomo.
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