Héctor Aguilar Camin
Morire a Veracruz
1993, pp. 290, € 14,46
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| Héctor Aguilar Camin | |
| Morire a Veracruz | |
| Traduzione di Bianca Lazzaro | |
| collana | Narrativa (prima serie) |
| anno | 1993 |
| formato | pp. 290 |
| prezzo | € 14,46 |
| ISBN | 9788879890052 |
«Come l'intero paese, ci consumavamo in una fiamma, appiccata dalla rapidità degli eventi. Sul volto e nei gesti di Anabela cominciavano ad affiorare gli impulsi interiori e la smania febbrile, quella sregolatezza impetuosa che aveva imparato a dominare. Vista in prospettiva, all'improvviso, tutta la figura di Rojano mi sembrava l'emanazione tragica e conseguente di questa volontà, inestinguibile e insieme paziente, paragonabile soltanto a quella che ribolliva nel corpo similmente impassibile di Pizarro».
Un giornalista tenace ed eccessivo, moralista e disssoluto, sensibile alle ebrezze del potere; un vecchio amico, politicante in affanno, determinato a risalire la china di una carriera pericolosamente compromessa; la moglie dell'amico, bella e imprendibile, sensuale e trasgressiva, fedele a costo dell'infedeltà: sullo sfondo di un Messico dalle mille turbolenze, i personaggi di questo romanzo violento e solare entrano tutti, pur con diversa consapevolezza, in un gioco di vita e di morte attorno a Lazaro Pizarro, l'ambivalente capo sindacale di una inquieta regione petrolifera del Golfo.
Ma chi è davvero "Lacho" Pizarro? Un santo dei poveri o un boss mafioso? Il sacerdote fanatico dell'emancipazione dei diseredati o il capo senza scrupoli di una banda di assassini?
Nelle pagine intense e magnetiche di "Morire a Veracruz" non solo scorre una avvincente storia di ambizione e vendetta, amore e gangsterismo, speranza e morte, ma si dipanano anche le tensioni e i problemi di un inedito Messico contemporaneo, incerto tra faide e modernità, pervaso da una vischiosità dei poteri che rievoca, con sorpresa e inquietudine, molte pagine di Leonardo Sciascia.
Presentazione del volume di Giuliana Giulietti "Proust e Monet"
Presentazione di "Camminare. Una rivoluzione " di Adriano Labbucci

