Norberto BOBBIO (5 libri)
Norberto Bobbio (Torino, 1909-2004) è stata una figura intellettuale di riferimento della cultura italiana del Novecento. Dopo aver studiato al Liceo classico D’Azeglio (dove conobbe tra gli altri Leone Ginzburg e Vittorio Foa), si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza dell’ateneo torinese, dove si laureò nel 1931. Nel 1932 seguì un corso estivo all’Università di Marburgo, insieme a Renato Treves e Ludovico Geymonat. L’anno seguente si laureò anche in filosofia con una tesi su Husserl e la fenomenologia e nel 1934 conseguì la libera docenza in Filosofia del diritto. Nel 1935 fu arrestato per le sue frequentazioni antifasciste. Per poter riavere la libertà e riprendere la carriera universitaria, si pronunciò, in lettere private e in occasioni pubbliche, a favore del regime, cosa che sarebbe poi stata oggetto, nell’ultima parte della sua vita, di tormentate autocritiche. Fu professore a Camerino, poi a Siena e a Padova (dal 1940 al 1948). Nel 1942 aderì al Partito d’azione clandestino. Il 6 dicembre del 1943 fu arrestato a Padova per attività clandestina e rimase in carcere per tre mesi. Nel 1948 lasciò l’incarico a Padova e venne chiamato alla cattedra di Filosofia del diritto dell’Università di Torino. Dal 1962 assunse l’insegnamento di Scienza politica. Dal 1971 al 1983 fu titolare della cattedra di Filosofia politica. Nel 1983 fu nominato professore emerito. È a questa lunga fase di attività accademica che appartengono i suoi fondamentali studi di filosofia politica, su Cattaneo e su Kelsen, su Pareto e suMosca, suGobetti e su Gramsci, su Hobbes e su Locke, su Kant e su Marx. Nel frattempo, il suo impegno «militante» si fa sempre più intenso. Assiduo frequentatore della casa editrice Einaudi, di cui è per oltre quarant’anni tra gli ispiratori più autorevoli, nel 1955 pubblica Politica e cultura, un libro essenziale nella discussione della sinistra italiana dell’epoca. Nel 1967 partecipa alla Costituente del Partito socialista unificato, e per tutto il decennio degli anni settanta è protagonista delle discussioni politiche e intellettuali interne al Partito socialista, avviando, dalle colonne della rivista «Mondoperaio», un intenso e significativo dibattito sul tema del rapporto tra democrazia e socialismo, che coinvolge l’intera sinistra italiana. Nominato nel 1984 senatore a vita dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, si iscrive prima come indipendente al gruppo socialista, poi dal 1991 al gruppo misto e infine, dal 1996, al gruppo parlamentare del Partito democratico della sinistra. Nel 1994, all’età di ottantacinque anni, pubblica la prima edizione di Destra e sinistra, il libro destinato a restare, tra tutti i suoi innumerevoli lavori, il testo più discusso e più famoso.
Presentazione del volume di Giuliana Giulietti "Proust e Monet"
Presentazione di "Camminare. Una rivoluzione " di Adriano Labbucci
Presentazione del volume "L'Energia e lo sguardo" di Giulio Latini

